1-logo-UMANA

La San Giobbe batte Jesi, Zanco: “Quando si gioca col cuore si è competitivi”

La San Giobbe torna alla vittoria con una prestazione pazzesca. Gara di bellezza rara, Jesi prende il comando a metà primo quarto e tiene le redini fino allo sprint finale poi l’orgoglio dei Bulls viene fuori. Candotto dà il guizzo a una manciata di secondi dalla sirena che vale la prima vittoria biancorossa nel 2026. A parlarne in conferenza stampa post gara, coach Nicolas Zanco.

“Vittoria che ci deve dare sicuramente morale e ci deve far capire che, se accettiamo di lottare e di giocare insieme, possiamo sicuramente fare cose migliori di quelle che abbiamo fatto vedere fino ad oggi. Nonostante le ennesime difficoltà. Praticamente Petrucci e Natale non si sono allenati fino a stamattina e Rasio ha dovuto giocare quaranta minuti. Abbiamo sicuramente ancora dei problemi a livello di roster, però quando si gioca prima di tutto col cuore, si cerca di andare oltre le difficoltà e gli ostacoli, e si è competitivi. Quando si giocano partite punto a punto, come sta succedendo sostanzialmente quasi sempre in questo campionato, poi la differenza la fanno gli episodi. Basta un tiro libero in più, un un fallo fischiato o non fischiato. Siamo stati bravi a mettere il corpo addosso, a trovare un quintetto un po’ più solido a livello difensivo. Abbiamo rischiato qualcosa, però quello che avevamo fatto il primo tempo sicuramente non bastava per portare a casa i due punti, perché abbiamo concesso troppa libertà di azione a Jesi, che è già una squadra forte e sa giocare a pallacanestro. Se poi non proviamo neanche a limitarli, chiaramente diventa tutto più difficile. Siamo rimasti in partita grazie all’attacco, abbiamo mosso bene la palla, abbiamo cercato i nostri tiratori, abbiamo fatto più canestro del solito. Adesso però, per l’ennesima volta, dobbiamo guardarci in faccia e ripartire dalla difesa. Perché se non abbiamo la mentalità del sacrificio non basta solo questa vittoria per cambiare la stagione”.

Per tutto quello che è successo però, può essere la partita della svolta?

“Io credo che la svolta dobbiamo averla da un punto di vista di consapevolezza. Quando abbiamo avuto dei momenti di rilassamento e abbiamo smesso di mettere il corpo addosso agli avversari, siamo andati a meno dieci. Quando invece abbiamo alzato il livello di fisicità della partita e siamo tornati a contatto, abbiamo fatto anche canestri importanti e difficili come quello di Bertocco, per citarne uno, oppure le triple di Minoli, che è stato onestamente il giocatore che ha suonato la carica insieme a Candotto. Sono stati i due leader difensivi di questa partita. Questa mentalità deve essere il nostro marchio di fabbrica, se vogliamo riprendere quell’energia, quella voglia di essere un gruppo unito. Poi oggi abbiamo giocato davanti a una cornice di pubblico strepitosa. Voglio ringraziare i tifosi, le famiglie, i ragazzi di Perugia invitati dal nostro responsabile del settore giovanile Freddara. C’è stata una cornice bellissima e si è sentito che giocavamo in casa. Mi auguro che non sia solo un episodio, ma che si crei un fortino a partire già da domenica prossima. Perché i ragazzi hanno bisogno anche di questo”.