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Di Lorenzo post Fabriano: «Una vittoria che fa rumore»

Una vittoria pesante, per il valore dell’avversaria, per le difficoltà della trasferta e soprattutto per la qualità della prestazione offerta. L’Umana San Giobbe conquista il secondo successo consecutivo imponendosi sul campo di Fabriano, dando seguito a quanto di buono mostrato nella precedente uscita casalinga contro Quarrata. Una prova solida, costruita attraverso il contributo di tutti gli uomini impiegati e impreziosita dai 97 punti realizzati lontano dalle mura amiche.

Al termine della partita, coach Giampaolo Di Lorenzo non nasconde la propria soddisfazione per una prestazione che rappresenta un altro passo significativo nel percorso di crescita della squadra.

«Abbiamo fatto una partita super, perché segnare 97 punti fuori casa, su un campo come quello di Fabriano, è qualcosa di importante. Abbiamo rispettato il piano partita, ma quello che mi rende particolarmente contento è che siamo stati davvero dentro la partita. Ogni ragazzo entrato in campo ha dato un contributo importante, in difesa e in attacco, nell’esecuzione dei giochi e nell’energia messa sul parquet. È stata una vittoria che fa rumore, a mio modo di vedere, soprattutto su un campo del genere».

Il successo in terra marchigiana assume un significato che va oltre i due punti in classifica. La San Giobbe sta infatti mostrando segnali sempre più evidenti di crescita, accompagnati da una maggiore continuità di rendimento e dalla capacità di esprimere la propria pallacanestro anche in contesti impegnativi.

«Credo che una vittoria del genere ci dia anche un certo status e possa portare gli altri a guardarci in maniera un po’ diversa. Come dico sempre, questi ragazzi meritano il massimo rispetto per il loro impegno e per il loro talento, del quale forse nemmeno loro sono ancora pienamente consapevoli. Vittorie come questa confermano le ragioni dei complimenti che faccio loro. Abbiamo disputato veramente una buonissima partita».

Uno degli aspetti più incoraggianti delle ultime settimane è proprio la capacità dei Bulls di trasferire in partita quanto costruito durante gli allenamenti. Dopo la convincente affermazione contro Quarrata, anche a Fabriano è arrivata una prestazione di alto livello, nella quale intensità, disponibilità e spirito collettivo hanno trovato concreta espressione sul campo.

«Stiamo riuscendo a riportare in partita il grande lavoro che facciamo durante la settimana. Ne parlavamo già venerdì: c’è tanto entusiasmo, grande disponibilità e una voglia autentica di compiere uno sforzo in più, per se stessi e per i propri compagni. Sono elementi fondamentali, perché permettono alla squadra di crescere e di affrontare le partite con lo spirito giusto».

Nel commentare il momento positivo della San Giobbe, Di Lorenzo sceglie poi di allargare lo sguardo a tutte le persone che contribuiscono quotidianamente al lavoro della squadra. Un riconoscimento che coinvolge lo staff tecnico, i preparatori, gli assistenti e una società capace di garantire le condizioni necessarie per lavorare al meglio.

«Tutto questo avviene grazie a uno staff tecnico straordinario. Abbiamo preparatori e assistenti bravissimi, e io mi considero l’ultimo della ruota del carro. C’è una società che ci mette nelle condizioni di lavorare bene e, proprio per questo, sentiamo anche il dovere di fare qualcosa in più. È un ambiente nel quale tutti cercano di dare il massimo e i ragazzi stanno rispondendo nella maniera migliore».

A chiudere l’analisi del tecnico biancorosso è un episodio legato ai momenti immediatamente precedenti alla palla a due. Un messaggio rivolto alla squadra nello spogliatoio, con l’invito a riflettere sulle proprie motivazioni più profonde e a trasformarle in atteggiamento e determinazione sul parquet.

«Prima della partita ho detto ai ragazzi che, secondo me, bisogna cercare dentro di noi quale sia il desiderio più importante che abbiamo e poi percorrere quella strada. Se il desiderio è giocare a pallacanestro e farlo bene, allora bisogna entrare in campo e dare il massimo. Loro mi hanno risposto che il loro desiderio era vincere. Oggi lo hanno dimostrato».