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Bassi: “Bravi i ragazzi a mettere energia. Vittoria fondamentale”

La San Giobbe batte San Severo al termine di una grande prova: carattere, energia, qualità sono solo alcune delle armi che hanno permesso ai biancorossi di prendere la posta in palio e in più di ribaltare la differenza canestri ponendosi avanti nello scontro diretto con gli stessi pugliesi. Arriva così la seconda vittoria consecutiva dopo il successo sulla Fortitudo Bologna, due punti preziosi che portano l’Umana a quota quattordici in classifica. A parlarne il capo allenatore, Giovanni Bassi.

“La più grande paura, oltre all’avversario, era di avere la pancia piena dopo aver vinto contro la Fortitudo e nel modo in cui lo abbiamo fatto. I ragazzi invece hanno capito l’importanza della serata a trecentosessanta gradi, il valore che avevano questi quaranta minuti per la stagione e hanno fatto una prestazione attenta, concentrata, con grande entusiasmo e grande energia. Ovviamente i numeri dicono di una partita sopra le righe di Medford e Utomi, ma credo che tutti abbiano dato contributo. Ancora una volta, per esempio, le cifre della partita di Bozzetto non dicono niente di quello che ha fatto in campo, le cifre di Bolpin, che ha chiuso con otto assist, pure. Tutti hanno tirato fuori una prestazione con tante piccole cose che ci sono servite. San Severo è una squadra che vuole correre, ne eravamo al corrente, ma in casa non volevamo rinunciare al nostro ritmo. Una tattica un po’ rischiosa perché eravamo corti, ci siamo allenati poco questa settimana e il rischio era di arrivare con poco fiato nel terzo e nel quarto quarto. Però la chiave, quando giochi contro San Severo, è pareggiare l’energia. Ci siamo riusciti, abbiamo tenuto il ritmo alto mantenendo la lucidità. Davanti a noi ci sono partite complicate, questa era fondamentale perché abbiamo messo quattro punti di distanza e lo scontro diretto a nostro favore contro una diretta concorrente. Un passo alla volta, domenica avremo un impegno straordinariamente difficile su un campo storico e complicato come quello di Rimini”