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Zanco post Luiss: “Non fare drammi ma restare coesi. Altra prova di maturità”

La San Giobbe incappa nella seconda sconfitta in tre giorni cedendo in casa alla Luiss Roma. Una partita non bellissima dal punto di vista dello spettacolo e molto tattica, nella quale le difese hanno fatto la voce grossa rispetto agli attacchi. Nel finale i Bulls erano riusciti a portarsi in parità, ma a deciderla è stato il guizzo di Fernandez che con freddezza ha indirizzato definitivamente la gara. A parlarne il capo allenatore della San Giobbe, Nicolas Zanco.

“Il tiro libero sbagliato da Raffaelli poteva darci il pareggio e magari mettergli un po’ di pressione in più. Poi Fernandez ha fatto un canestro da gran giocatore qual è e ci ha ributtato a meno quattro. La palla persa nella rimessa successiva, sostanzialmente, ha decretato la fine della partita. Al di là del finale però, dobbiamo portarci dietro la consapevolezza che abbiamo alzato il livello di fisicità, aspetto necessario per poter competere contro la Luiss. Sapevamo che in attacco sarebbe stato difficile fare canestri in area perché avevamo di fronte una squadra che chiude molto il pitturato. Secondo me abbiamo sbagliato qualche canestro di troppo da sotto; almeno tre-quattro appoggi potevano onestamente darci dei punti in più, visto anche il risultato finale. Ma dall’altro lato abbiamo fatto, entrambe, una partita difensivamente molto solida e molto attenta. Ha vinto la Luiss perché ha fatto meno errori e perché ha lasciato qualche canestro facile in meno rispetto a quanto abbiamo fatto noi. Credo però che abbiamo affrontato una squadra molto forte e dato un altro segnale di maturità. Ai ragazzi ho detto di non fare drammi, dobbiamo continuare a crescere, ma soprattutto dobbiamo continuare ad essere pieni di energia, carichi e aiutarci nei momenti di difficoltà. Oggi, a volte, ci siamo un po’ disuniti e siamo stati piatti. Non so se era anche la stanchezza del viaggio di ritorno da San Severo. Possiamo trovare mille scuse, però la nostra forza è sempre stata la coesione e ancora di più deve esserlo adesso che possiamo disporre di tutti i giocatori”.

Nel quarto quarto la scelta di non inserire i tiratori è dipesa da qualche problema fisico?

“Una scelta tecnica mia. Gravaghi non aveva chiesto il cambio per infortunio, ma ho preferito una soluzione più solida a livello difensivo e in attacco avere due handler e provare ad avere più vantaggi, visto che la difesa della Luiss ci stava togliendo tante situazioni di gioco senza palla e di blocchi lontano dalla palla. Ho fatto una scelta diversa dal solito, ho tolto sia Bertocco che Gravaghi, cosa che praticamente non faccio mai. Un po’ per le basse percentuali che avevamo, un po’ per il motivo di cui parlavo prima, quindi più handler e più gente che portava la palla. Ha pagato fino ad un certo punto e dopo chiaramente i dettagli e i canestri dei campioni possono fare la differenza”.

Campioni come Lorenzo Raffaelli che è stato celebrato per le 200 presenze in biancorosso. Striscioni, premiazione, tutto molto bello e meritato.

“Come ho detto in fase presentazione, Raffa si merita questo e tanto di più perché è un ragazzo splendido, un professionista serio, un giocatore che ha sposato la causa della San Giobbe. Ha un rapporto profondo con i suoi allenatori, alcuni di loro erano presenti oggi, come Giulio Menicatti, il suo primo allenatore di San Giovanni Valdarno e poi Giovanni Bassi, che lo ha allenato per gran parte della sua carriera. Una bellissima festa. Peccato non aver messo la ciliegina sulla torta con la vittoria della partita, perché poi Raffa è stato probabilmente anche il migliore in campo nell’arco dei quaranta minuti. È stata una bellissima festa, bello il momento e molto toccante. Onestamente mi sono commosso anch’io, anche se lo conosco solo da due anni e mezzo. Però è un ragazzo talmente bravo che non si può non volergli bene”.