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Zanco post Nocera: “Partita che dovevamo vincere. Ricarichiamo le energie per fare un grande finale”

Battuta d’arresto pesante per la San Giobbe che cade nel secondo tempo contro Nocera. Match iniziato con i fuochi d’artificio e con percentuali enormi da parte dei biancorossi. I campani hanno tenuto botta, nonostante i cinquanta punti subiti e poi si sono riaffacciati ad inizio ripresa hanno prima impattato e poi operato il sorpasso vincendo con merito e con scarto. A parlarne il capo allenatore dei Bulls, Nicolas Zanco.

Prima dell’inizio della conferenza stampa il messaggio di coach Zanco per la ricerca sul cancro.

“Facciamo squadra con Fondazione AIRC e i suoi ricercatori. Insieme rendiamo il cancro sempre più curabile. Mandiamo subito tanti SMS al 45521e andiamo a canestro per la Ricerca”.

Coach una partita difficile da digerire, un primo tempo iniziato alla grande, anche per merito della grandissima percentuale al tiro pesante, e chiuso avanti di undici. Poi, di fatto, si è inceppato tutto e forse la squadra si è anche un po’ intestardita nel continuare a tirare dall’arco. Nocera ha prima recuperato e poi allungato, vincendo con merito.

“Partita che lascia tanto rammarico perché erano due punti importanti per tanti motivi. Per la questione salvezza, che ancora non è definitivamente chiusa anche se manca giusto un dettaglio e  perché vorremmo provare ad arrivare ai play-in e nella posizione migliore possibile. Era una partita da vincere anche se davanti avevamo una squadra in fiducia che sta segnando tantissimo nell’ultimo mese. Secondo me, nel primo tempo, abbiamo avuto le energie giuste per giocarci la partita come volevamo. Anche a livello difensivo abbiamo fatto quello che avevamo preparato, nonostante le tante difficoltà degli ultimi giorni. Nocera è rimasta in partita nel primo tempo grazie ai rimbalzi d’attacco; si può dire che siamo stati bravi ma non bravissimi perché non siamo stati in grado di finire il lavoro. Nel finale del secondo quarto, due-tre canestri pienamente evitabili, hanno riavvicinato Nocera e poi, nella ripresa, ci siamo intestarditi nel continuare a tirare. Ma più che altro siamo calati in maniera importante dal punto di vista fisico. In sette giorni abbiamo giocato un supplementare e il recupero con Latina fino all’ultimo possesso. Non voglio piangermi addosso, perché non deve essere così, ma è normale che, contro squadre più giovani, più fresche e con giocatori di gamba come Nocera, rischi di fare più fatica a contenere tutte le situazioni di uno contro uno”.

Adesso ci sarà una pausa per l’incarico nello staff della Nazionale Under 16. Rinnoviamo i complimenti, coach, per la chiamata. Una pausa utile intanto per ricaricare le batterie dal punto di vista fisico e, a questo punto, anche mentale.

“Una pausa che serve assolutamente dal punto di vista fisico. Abbiamo ragazzi che hanno giocato con problemi veri, altri, come Bertocco, che non sono proprio riusciti a scendere in campo. Abbiamo bisogno sicuramente di recuperare e di tornare ad essere in dieci per poterci allenare in vista del rush finale. Ad aprile, dopo la nostra sosta, giocheremo praticamente sempre senza fermarci più fino alla fine della stagione, sperando di iniziare i play-in tre giorni dopo. Dobbiamo recuperare tutto quello che possiamo e sapere che da un lato è giusto staccare la spina per toglierci un po’ di ruggine dalla testa e dall’altro l’energia che recupereremo dovremo poi buttarla in campo nelle ultime partite dalla quali, oltre la salvezza, vogliamo senza dubbio ottenere qualcosa di più”.

Anche perché chiaramente adesso il boccone amaro però è tutto ancora alla portata e nelle mani della squadra che ha sempre dimostrato di potersela giocare con tutti.

“Assolutamente sì. La squadra è viva, continua a giocare e a lottare le partite punto a punto, salvo in rari casi. Ma è la storia di questo campionato. Dobbiamo continuare ad avere questo tipo di mentalità. Non è una partita in cui si segna con il dieci per cento in più o in meno da tre punti che deve cambiare una stagione. La stagione la cambia la voglia di lottare, la voglia di essere solidi, la voglia di giocare insieme e di passarsi la palla. Cose che stavolta abbiamo fatto solo nel primo tempo. Quando sono mancate le energie abbiamo fatto molta più fatica a proporre quel tipo di pallacanestro e quindi anche il livello degli errori è cresciuto esponenzialmente”.