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Di Lorenzo post Lucca: “Una vittoria che dà sempre più fiducia nel lavoro che stiamo facendo”

Seconda vittoria consecutiva per l’Umana San Giobbe Basket, che supera Lucca davanti al pubblico del PalaPania e dà continuità al successo conquistato nella precedente trasferta di Avellino. Una prestazione caratterizzata da un primo tempo di grande intensità e qualità offensiva, seguito dalla reazione degli ospiti nella seconda parte di gara. I Bulls hanno però saputo rispondere al tentativo di rimonta, ritrovando il margine necessario per condurre in porto una vittoria importante per la classifica e per il percorso di crescita della squadra.

Nel dopopartita coach Giampaolo Di Lorenzo ha analizzato l’andamento dell’incontro, soffermandosi sulla partenza dei suoi, sulle difficoltà incontrate dopo l’intervallo e sulla capacità del gruppo di reagire nei momenti più delicati.

«Le partite di pallacanestro sono un po’ così. Alla fine emergono i valori delle squadre e non credo che tra noi e Lucca ci siano quaranta punti di differenza. Il vantaggio costruito nel primo tempo è stato il frutto di un grande approccio alla partita, proprio quello che avevo chiesto ai ragazzi. Come avevo detto anche alla vigilia, una partita non si vince nei primi cinque minuti, ma sicuramente si può indirizzare. Noi siamo riusciti a farlo, prendendo fiducia e giocando un primo tempo di grande qualità».

Dopo l’intervallo Lucca ha progressivamente ritrovato efficacia offensiva, anche grazie alle alte percentuali nel tiro dalla lunga distanza, riuscendo a ridurre sensibilmente il distacco. Una reazione che Di Lorenzo considera comprensibile, alla luce delle caratteristiche delle due formazioni e del percorso ancora in evoluzione della San Giobbe.

«Riuscire a mantenere per altri venti minuti lo stesso livello di concentrazione, senza sbagliare praticamente nulla, è davvero complicato. Non siamo ancora quel tipo di squadra. Abbiamo tanti ragazzi giovani, siamo un gruppo ancora in costruzione e probabilmente ci manca quella solidità mentale che permette di giocare tutti e quaranta i minuti nella stessa maniera. Bisogna però considerare anche gli avversari: le scelte difensive che ci avevano premiato all’inizio, mettendoli in difficoltà, nel corso della partita sono state lette meglio e Lucca ha trovato delle soluzioni».

La formazione biancorossa ha comunque dimostrato di saper reagire, tornando ad allungare dopo che gli ospiti erano riusciti a riportarsi a sei lunghezze di distanza.

«Siamo stati bravi a reagire nuovamente, passando dal più sei al più sedici, fino al più diciotto. È stata una risposta importante. Abbiamo segnato 92 punti e questo conferma le nostre potenzialità offensive. Avevo detto ai ragazzi che, giocando in una certa maniera e prestando attenzione ad alcuni dettagli, avremmo potuto disputare una partita molto importante in attacco. Avevo addirittura scritto 90 punti sulla lavagna: abbiamo sbagliato la previsione di due! Al di là di questo, ci portiamo dietro una vittoria che ci dà sempre più fiducia nel lavoro che stiamo facendo».

Un altro elemento significativo riguarda la distribuzione delle responsabilità all’interno del gruppo. Se ad Avellino era stato soprattutto il contributo dei giocatori più giovani a risultare determinante, contro Lucca sono emerse con maggiore evidenza l’esperienza e la qualità degli elementi più maturi del roster.

«La settimana scorsa sono stati straordinari i ragazzi del cosiddetto secondo quintetto, anche se per me questa distinzione non esiste. I più giovani ci hanno dato un contributo fondamentale per vincere ad Avellino. Oggi, invece, sono stati più pronti i giocatori di maggiore esperienza. È proprio questo l’equilibrio che dobbiamo cercare. Quando riusciremo a trovarlo con continuità, credo che potremo davvero dire la nostra nel corso del campionato».

Nel corso dell’incontro è arrivato anche un riconoscimento speciale per Rasio, premiato con una targa per il traguardo dei 1.000 punti. Un’occasione per Di Lorenzo di sottolineare non soltanto le qualità tecniche del giocatore, ma soprattutto il valore della sua presenza all’interno dello spogliatoio.

«Rasio è un professionista incredibile. È un giocatore che può fare un po’ tutto: ha una doppia dimensione, può spingere la palla in contropiede, è sempre concentrato, duro e reattivo. Quando un lungo realizza tanti punti, però, bisogna anche riconoscere il lavoro della squadra. I lunghi dipendono dagli esterni: se non conquistano tanti rimbalzi offensivi, hanno bisogno di essere serviti con i tempi giusti. C’è quindi un equilibrio tra il lavoro che lui fa per crearsi un vantaggio e quello dei compagni che riescono a metterlo nelle condizioni migliori per concludere».

L’allenatore biancorosso ha infine evidenziato l’importanza di poter contare su un giocatore esperto capace di trasmettere quotidianamente un esempio positivo ai compagni.

«Quello che rende Rasio particolarmente importante è il modo in cui vive lo sport. La sua professionalità, la passione con cui affronta ogni allenamento e l’atteggiamento che mette sempre in campo rappresentano un esempio per tutti. Per un allenatore avere un giocatore esperto che vive la pallacanestro in questo modo è un aiuto in più. È un punto di riferimento per i compagni, soprattutto per i più giovani, anche se devo dire che tutti stanno dimostrando di avere il giusto atteggiamento».