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San Giobbe, si chiude il girone L con la trasferta di Fabriano

Ultima partita per la San Giobbe Chiusi nel girone L di Supercoppa Centenario di Serie B. Di fronte alla squadra allenata da Giovanni Bassi, mercoledì 28 ottobre alle 21.00, la Ristopro Janus Fabriano, in una sfida da dentro o fuori. I senesi vengono da due vittorie in altrettante gare contro Firenze e Empoli, i marchigiani, invece, dalla sola vittoria contro la Use Computer Gross Empoli dato il rinvio della partita con la All Food Enic Firenze. Quattro punti a due quindi, ma destino ad un bivio per entrambe. Se la San Giobbe dovesse vincere passerebbe il turno e il recupero tra Fabriano e Firenze varrebbe solo per le statistiche, in caso di vittoria della Ristopro, l’ago della bilancia si sposterebbe decisamente dalla parte dei marchigiani che avrebbero il matchpoint nella sfida di recupero con Firenze. Una partita dal valore enorme tra due formazioni dalla composizione molto diversa. Chiusi è alla prima apparizione in una realtà come quella della Serie B e ha un roster per la maggior parte nuovo, Fabriano è invece una squadra consolidata che ormai da anni lotta per le posizioni di vertice e che anche in questa stagione ambisce a traguardi importanti, a partire da questa prima edizione della Supercoppa Centenario.

Come successo per le prime due gare, anche in questa occasione sarà partita da ex per uno dei giocatori della San Giobbe. Dopo Berti nell’esordio con Firenze e la coppia Bassi e Raffaelli contro Empoli, è la volta di Francesco Fratto, che nella scorsa stagione ha vestito la canotta della Ristopro. “Fabriano – commenta il numero quattro di Chiusi – è una squadra costruita giustamente per un obiettivo importante, con un nucleo di giocatori forti che conoscono questa categoria a memoria; sarà bello tornare da una parte, ma sarà brutto dall’altra perché tra gli aspetti che caratterizzano Fabriano c’è sicuramente la splendida cornice di pubblico che purtroppo non potrà partecipare. Mi farà piacere rivedere tante persone e sono sicuro che potremo dire la nostra”.